Dom 17 Febbraio 2019 — 15:46

Banche, rallentano ma di poco nel 2018 ricorsi ad arbitro Consob



Meno ricorsi legati alle ex venete, aumentano gli intermediari coinvolti. All’origine delle contestazioni, soprattutto i servizi di consulenza e l’esecuzione degli ordini

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Anche il 2018 è stato un anno di grande lavoro per l’arbitro Consob, ovvero l’Arbitro per le controversie finanziare (Acf) istituito presso la Consob e salito alla ribalta con le diverse crisi bancarie degli ultimi tempi, dalle venete a Mps alle quattro banche poste in risoluzione, ma anche il caso della Popolare di Bari.

Se da una parte si va esaurendo l’ondata di ricorsi da parte degli azionisti delle ex banche venete, nel 2018 sono arrivati sul tavolo dell’Acf 1.824 ricorsi con richieste di ristoro per un controvalore complessivo di circa 78 milioni di euro.

Nel 78% dei casi le decisioni dell’Arbitro hanno accolto in tutto o in parte i ricorsi dei risparmiatori.

Arbitro Consob: frenano ricorsi per banche venete

Più in dettaglio, dei 1.839 ricorsi pervenuti nel 2017, come evidenzia la stesa Consob, circa 800 (o il 40% del totale) provenivano da azionisti delle due banche venete finite in liquidazione coatta amministrativa, ossia Veneto Banca Banca Popolare di Vicenza.

Nel 2018, invece, 1.727 istanze su 1.824 si riferiscono a fattispecie diverse e il numero degli intermediari coinvolti è salito nel 2018 a 132 da 111 dell’anno prima.

La provenienza geograficavede una lieve prevalenza del Sud (35%) rispetto al 33% del Centro e al 32% del Nord. L’importo medio delle richieste di risarcimento è di circa 52.000 euro con minimo simbolico di un euro e un massimo di 500.000 euro.

Acf: nel mirino consulenza ed esecuzione degli ordini

All’origine dei ricorsi, soprattutto i servizi di consulenza e l’esecuzione degli ordini, in particolare il fenomeno degli scavalcamenti, cioè il mancato rispetto da parte degli intermediari del criterio cronologico nell’eseguire gli ordini dei clienti.

Per Gianpaolo Barbuzzi, presidente dell’arbitro Consob, i dati “evidenziano che occorre dare sostanza alle regole. D’altra parte i risparmiatori devono avere maggiore consapevolezza dei propri diritti e mettersi in condizione di comprendere l’investimento che stanno valutando”.

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