Ven 27 Maggio 2022 — 15:02

Banche: nelle trimestrali corrono gli utili, i ricavi restano deboli



Studio First Cisl: le “Big Five” (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Ubi) hanno segnato complessivamente un balzo dell’utile, anche se il piatto piange sul fronte dei ricavi. Continua inoltre il “sacrificio” di dipendenti bancari. Calano le svalutazioni sui crediti e gli Npl

banche trimestrali

Trimestrali luci e ombre per le prime cinque banche italiane, i cui dati aggregati dei primi 9 mesi 2019 vengono passati al setaccio in uno studio del sindacato First Cisl. Nel periodo esaminato, secondo quanto emerge dal report, le “Big Five” (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Ubi) hanno segnato complessivamente un balzo dell’utile, anche se il piatto piange sul fronte dei ricavi. Continua inoltre il “sacrificio” di dipendenti bancari. Calano le svalutazioni sui crediti e gli Npl.

Banche, trimestrali in chiaroscuro

Gli utili netti aggregati di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Ubi Banca superano 8,7 miliardi, facendo registrare un +38,5%. I ricavi calano ancora (-2,2% rispetto ai primi 9 mesi 2018) e vedono gli interessi netti segnare una contrazione del 4,7%, commissioni nette a -2,4%.

Per la redditività del sistema è determinante la qualità del credito. Le rettifiche su crediti sono scese da 5.1 a 4.6 miliardi, con l’incidenza dei crediti deteriorati netti (Npl ratio netto) adesso inferiore al 4%. Si riduce il peso del flusso dei nuovi crediti deteriorati, che, “come documentato da Banca d’Italia, è sceso all’1.5%, un valore assai inferiore a quello misurato negli anni pre-crisi”.

“La fine dell’emergenza dei crediti deteriorati deve portare ad investimenti in grado di generare nuovi ricavi, con una rinnovata attenzione alla sostenibilità e alla funzione sociale dell’attività bancaria”, commenta il segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani.

First Cisl: calo degli occupati “drammatico”

Il sindacato, attualmente schierato assieme alle altre sigle in un braccio di ferro con l’Abi sul rinnovo del contratto dei bancari, sottolinea poi come il risultato netto di gestione per dipendente, cioè l’utile operativo al netto delle svalutazioni dei crediti, salga del 6,8%, in un contesto caratterizzato ancora da tensioni produttive per riduzione di personale e di filiali.

Per Colombani “il calo degli occupati e degli sportelli è drammatico: mille filiali in meno rispetto al settembre del 2018 (- 6,6%), dipendenti ridotti del 3,6%”. Di seguito un estratto delle tabelle.

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