Lun 09 Dicembre 2019 — 09:52

Banche italiane, allarme redditività: studio prevede 70.000 esuberi



Secondo la società di consulenza Oliver Wyman sono necessari tagli per almeno 5 miliardi nei prossimi 5 anni e la chiusura di 7.000 filiali

banche esuberi

La politica dei bassi tassi d’interesse rischia di colpire ulteriormente la redditività delle banche, in primis quelle italiane, che secondo uno studio della società di consulenza Oliver Wyman dovranno ricorrere a 5 miliardi di tagli nei prossimi 5 anni. Una cifra che si traduce anche in ben 70.000 esuberi e nella chiusura di 7.000 filiali.

Banche italiane, rischio maxi tagli ed esuberi

La drastica stima di Oliver Wyman, anticipata oggi dal Sole 24 Ore che gli dedica l’apertura del giornale, è destinata a far discutere. Il numero di tagli di posti di lavoro si sommerebbe alle oltre 30.000 uscite dalle banche italiane a partire dal 2012, secondo i calcoli del sindacato Fabi, mentre si attendono il prossimo 3 dicembre i numeri del nuovo piano Unicredit.

Inoltre uno studio della First Cisl ha evidenziato come le voci legate ai ricavi delle prime 5 banche siano scese anche nei primi 9 mesi del 2019, mentre i tagli sono proseguiti, consentendo peraltro alle banche di generare utili. Si tratta dei numeri di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Ubi, Banca Mps.

Ricavi visti in calo del 10-15%

L’ipotesi della società di consulenza, come spiega Claudio Torcellan, partner di Oliver Wyman è che nei prossimi cinque anni la media
delle banche italiane vedrà una riduzione dei ricavi, in termini di margine di intermediazione, del 10% con punte del 15% per quelle
più esposte sul credito e sui titoli di stato.

Ciò principalmente per effetto delle politiche Bce sui tassi d’interesse, mentre le commissioni non dovrebbero compensare la contrazione. Il tutto ipotizzando uno scenario macro benevolo.

Tagliare 7mila sportelli

Pertanto secondo lo studio le banche italiane dovranno ridurre le base dei costi di circa 5 miliardi di euro che corrispondono a circa 70.000 esuberi e a 7.000 filiali nel corso dei prossimi 5 anni.

La sforbiciata di 5 miliardi servirebbe a mantenere gli attuali livelli di redditività, per quanto compressi, mentre il taglio raddoppierebbe a 10 miliardi per adeguarsi alla media europea.

Business model digitale

La consultancy invita comunque le banche italiane a rivedere radicalmente il modello di business. Dei dipendenti che resteranno in banca, oltre il 45% della forza lavoro dovrà acquisire nuove competenze, viene spiegato.

Le banche, prosegue Oliver Wyman, dovrebbero focalizzarsi su quattro aree di intervento “digitali”: revisione dei processi di interazione con la clientela sfruttando gli advanced analytics per segmentare i clienti, e prevedere una customer experience in linea con quella offerta dalle Big Tech; l’adozione dell’intelligenza artificiale nel sistema dei controlli; l’evoluzione delle piattaforme proprietarie It di core banking; le competenze digitali necessarie a ridurre i ruoli di filiale e back office a favore di nuove professionalità come data scientist, change manager e gestione nuove tecnologie.

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