Mar 22 Ottobre 2019 — 14:38

Banche e Btp: Mps e Banco Bpm le più esposte al rischio spread, bene Unicredit e Intesa Sanpaolo



Uno studio di Equita Sim evidenzia comunque come le recenti vendite sul comparto bancario siano state a dir poco esagerate

banche btp spread news

Mps e Banco Bpm si confermano fra le banche italiane più esposte ai Btp e, secondo un report di Equita Sim, primeggiano per il rischio di impatto dello spread sul valore di Borsa. Si comportano meglio invece Unicredit e Intesa Sanpaolo, mentre Ubi su 9 banche italiane (le altre sono Bper, Popolare Sondrio, Creval, Credem) è quella che dovrebbe risentire meno a Piazza Affari degli scossoni dello spread. La ricerca evidenzia comunque come le recenti vendite sul comparto bancario siano state a dir poco esagerate.

Banche e Btp: le più esposte al rischio spread

Lo studio, anticipato oggi dal Sole 24 Ore, è stato effettuato dagli analisti all’indomani del “venerdì nero” seguito alla crisi di governo, in cui alcune banche come Banco Bpm, Mps e proprio Ubi sono arrivate a cedere l’8-9% in una sola seduta, mentre lo spread Btp/Bund a 10 schizzava da 209 a 238 punti base.

Guardando all’aggregato delle 9 banche, secondo la ricerca di Equita, allo scorso 30 giugno i principali 9 gruppi detenevano 152,6 miliardi di Btp contro i 155,2 miliardi di un anno prima su uno stock di 390 miliardi di bond complessivi.

Btp: titoli da trading o portati a scadenza?

Una parte è stata invece spostata nel bilancio, iscrivendo i titoli di Stato come “fair value at cost” o “held to maturity” ossia portati a scadenza e non classificati come trading, evitando così di valutarli necessariamente al prezzo di mercato con il relativo impatto sul patrimonio. Questa voce per le 9 banche italiane prese in considerazione è salita dal 26% al 39%.

Equita ha poi calcolato l’impatto di un aumento dello spread di 100 punti base sul coefficiente patrimoniale Cet1, in media una contrazione di 26 punti base. L’impatto sulla capitalizzazione di Borsa sarebbe invece un -3,7%.

Bto e spread: Mps, Banco Bpm, Sondrio e Creval le più esposte al rischio

Guardando alle singole banche, in termini nominali, Unicredit (52,9 miliardi di Btp) e Intesa Sanpaolo (34,3 miliardi) detengono ovviamente gli importi più elevati, ma in rapporto al Cet 1 i due istituti di credito vantano i valori più bassi: 118% Unicredit e 99% Intesa Sanpaolo.

Situazione diversa per Banco Bpm, Mps e Popolare Sondrio (con un rapporto di 2 volte) o Creval (oltre 3 volte).

In particolare, secondo la simulazione di Equita, per il Monte dei Paschi di Siena un aumento dello spread di 100 punti base si tradurrebbe in un impatto di -51,7 punti sul Cet1 e del -20,4% in Borsa. Mps al 30 giugno aveva 16,3 miliardi di Btp da 21,1 mld di un anno fa.

Per Banco Bpm, restando fra le banche maggiori, l’impatto sarebbe di -22,6 punti sul Cet1 e di -5,4% sulle azioni; l’istituto lombardo-veneto deteneva al 30 giugno 19,4 miliardi di euro in Btp da 18,7 miliardi, sempre secondo Equita.

Fra le banche che detengono importi più bassi, spicca il potenziale impatto di una fiammata dello spread sul Cet1 di Banca Popolare Sondrio (-41,3 punti base) e -8,5% stimato sulle azioni in Borsa. Una banca come il Credem che vanta requisiti patrimoniali fra i più elevati, vedrebbe un impatto sul Cet1 di 47 punti base; e un -4,6% in Borsa.

L’altra valtellinese, il Creval, vedrebbe un impatto di 28,5 punti sul Cet 1 e -6,9% in Borsa; per Bper -12,8 sul Cet1 e -2,3% in Borsa; Ubi -7,2 punti sul parametro Cet1 e solo -1,6% in Borsa.

Per Unicredit viene stimato un impatto di -20,2 punti base sul Cet 1 e -3,5% in Borsa e Intesa Sanpaolo -31,6 punti di Cet1 e -2,9% a Piazza Affari.

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