Ven 24 Maggio 2019 — 10:10

Banche, da Unicredit il via al balletto delle fusioni? In allerta anche Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi, Banco Bpm



Unicredit continua a non commentare le voci su una possibile operazione in Germania. Ma si guarda al piano e alle possibili conseguenze di una mossa di M&A

Unicredit Mustier news

I continui rumors sulla possibile fusione tra Unicredit e Commerzbank riaccendono i riflettori sul risiko della banche italiane. In allerta ci sono anche Intesa Sanpaolo, che potrebbe tornare al centro degli appetiti degli investitori esteri, mentre le manovre delle big non farebbero che accelerare i piani di consolidamento fra banche di medie dimensioni quali Mps, Ubi, Banco Bpm, Bper.

Unicredit, per fusione europea si aspetta anche il piano

Unicredit continua a non commentare le voci su una possibile operazione in Germania. All’ultima assemblea, il ceo Jean Pierre Mustier ha ribadito che la banca è impegnata su presupposti di crescita organica e che la probabilità di fusioni in Europa è molto bassa. Il mercato guarda però al prossimo piano triennale che verrà presentato a dicembre, non escludendo che l’Istituto possa valutare opportunità cross border.

Da Unicredit il via al balletto delle fusioni?

Il tema del consolidamento è finito inoltre al centro di un’analisi di MF nel fine settimana, con il quotidiano che cita il possibile effetto domino di un’operazione di Unicredit, che andrebbe a interessare subito la rivale Intesa Sanpaolo.

Vengono inoltre citate le indiziate di sempre per il risiko delle banche italiane di medie dimensioni: Banco Bpm e Ubi Banca, cui si guarda per la possibile creazione di una grande banca del nord, Bper dopo la recente benedizione del socio forte Unipol, e la cenerentola Mps con il Tesoro che dovrà quest’anno concordare con l’Europa una via d’uscita entro il 2021. Lo stesso ad Morelli ha detto in assemblea che il cda ha aperto il dossier fusioni.

Quanto a Unicredit, Mustier avrebbe incaricato Olivier Khayat, recentemente nominato co-ceo Commercial Banking Western Europe, di seguire da vicino il dossier Commerzbank. E il manager negli ultimi tempi si sarebbe così recato frequentemente in Germania per monitorare la situazione e coltivare relazioni. Al lavoro ci sarebbe anche Andrea Maffezzoni, head of strategy e mergers and acquisitions (M&A) nel gruppo di Piazza Gae Aulenti.

Per Commerzbank e Unicredit la sfida dei Btp

Intanto sulla possibile aggregazione tra Unicredit e Commerz è intervenuto nel fine settimana il settimanale popolare tedesco Spiegel, secondo cui l’operazione potrebbe non essere vista di buon occhio da Berlino: “Unicredit è strettamente legata allo Stato italiano altamente indebitato e perciò difficilmente può essere accettata da Berlino come nuovo proprietario” sostiene il periodico di Amburgo.

Il nodo sarebbe l’elevata mole di Btp in pancia a entrambe le banche dal momento che la stessa Commerzbank deterrebbe titoli di stato italiani per oltre 20 miliardi.

Da registrare anche un’intervista al Welt am Sonntag del Ceo del gruppo tedesco Martin Zielke, secondo cui Commerzbank sarebbe “forte abbastanza” anche da sola.

In Borsa intanto le azioni Unicredit alle ore 12,48 un +1,28% sopra 12,22 euro in una giornata positiva per tutto il comparto bancario dopo la conferma del rating italiano da parte di S&P.

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