Mer 22 Gennaio 2020 — 13:26

Banca Popolare di Bari, arriva un commissario?



Le banche del Fitd, sul modello Carige, punterebbero a commissariare la governance. Allarme per i numeri attuali: il cost/income è al 100%, l’indice patrimoniale Cet1 al 5,24% e l’Npl ratio lordo del 28,7%

popolare bari salvataggio

La gestione Banca Popolare di Bari potrebbe presto passare a un commissario incaricato di coordinare il salvataggio dell’istituto pugliese in difficoltà. Il commissariamento, secondo le ultime indiscrezioni di stampa, sarebbe infatti un primo passo indispensabile per mettere in sicurezza la Bpb e procedere con un rafforzamento da 1 miliardo che vedrebbe intervenire le banche attraverso il Fitd e il Tesoro tramite il Mediocredito (Invitalia).

Banca Popolare di Bari, commissario in arrivo?

Lo schema del salvataggio ricalca quindi sempre più quello di Carige, proprio in questi giorni impegnata in un maxi aumento di capitale che tiene soprattutto i piccoli azionisti con il fiato sospeso, mentre il commissariamento della Bce, partito il 2 gennaio scorso, dovrebbe concludersi a fine gennaio 2020.

L’ipotesi di un commissario per la Popolare di Bari, già emersa nei giorni scorsi, ha ripreso quota dopo che ieri il comitato di gestione del Fondo interbancario ha ricevuto dai vertici della popolare barese “una rappresentazione della situazione aziendale di difficoltà in vista di un possibile intervento”, ma nulla di concreto.

Per questo, secondo quanto scrive oggi il quotidiano Il Messaggero, il comitato presieduto da Salvatore Maccarone ha auspicato l’avvio di una procedura straordinaria e la nomina di un commissario.

Tempi stretti

I tempi sono stretti. Una nota della stessa banca ha riferito oggi che i colloqui proseguono “intensamente” e l’obiettivo è “pervenire entro le prossime due settimane all’approvazione di un piano industriale e patrimoniale concordato tra le parti”.

Bankitalia ha suggerito un’iniezione straordinaria di 150 milioni nel giro di poche settimane. Allo stesso tempo, la decisione di commissariare la governance potrebbe essere accelerata dalle ultime vicende giudiziarie che coinvolgono l’ad Vincenzo De Bustis. (Sta facendo luce la Procura di Bari, secondo Repubblica il manager sarebbe indagato per un’operazione di rafforzamento fallita nei mesi scorsi).

Inoltre, sempre stando ai rumors di stampa, tre consiglieri recentemente eletti sarebbero sul punto di lasciare.

Le banche chiedono una “svolta radicale” anche alla luce delle linee guida di strategia industriale e patrimoniale 2020-2024 presentate da Bari: sarebbero infatti costruite su misure di difficile attuazione nel giro di breve tempo.

I numeri dell’emergenza

La bozza, anticipata dal Messaggero, prevede fra l’altro la trasformazione in spa, un aumento di capitale nel primo semestre 2020 quantificato in 700 milioni (ma che la Vigilanza ritiene insufficiente), la riduzione dei crediti deteriorati sotto il 10%, ma anche la riduzione di 810 dipendenti, la chiusura di 100 filiali.

Ma intanto tre indicatori in particolare sono fonte di preoccupazione: il cost/income è al 100% (cioè per ogni euro di ricavi c’è un euro di costi), l’indice patrimoniale Cet1 al 5,24% e l’Npl ratio lordo del 28,7%.

Sindacati in pressing

Si fanno vivi inoltre i sindacati, spinti probabilmente anche dai rumors di tagli al personale della banca. In una lettera aperta inviata dalle segreterie di coordinamento del gruppo di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, si chiede chiarezza sul piano industriale alla luce della “gravissima situazione” della banca, stigmatizzando “iniziative assolutamente inopportune” come le consulenze affidate ad ex colleghi oggi in quiescenza.

“Siamo da troppo tempo in attesa del famigerato piano industriale, più volte annunciato anche attraverso convocazioni aziendali ufficiali che sono state sempre rinviate ma non ancora, colpevolmente, sottopostoci nonostante le innumerevoli riunioni del cda, tenute pure nel mese di agosto, che lasciavano presagire ben altra tempistica”.

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