Mar 07 Febbraio 2023 — 02:37

Banca Marche, 6 condanne e altrettante assoluzioni



Va a sentenza uno dei crac che ha segnato la stagione del cosiddetto risparmio tradito. Per l’ex Dg Bianconi una pena di 10 anni e mezzo

Il crac Banca Marche arriva a sentenza. Il verdetto, pronunciato ieri sera al tribunale di Ancona, prevede sei condanne ed altrettante assoluzioni per uno dei casi che negli anni scorsi ha segnato la stagione del cosiddetto risparmio tradito, che ha visto fra l’altro la risoluzione di altre tre banche (la più famosa Etruria) nonché la liquidazione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e il salvataggio pubblico di Mps, una big del credito tutt’ora oggetto di un piano di rilancio mirato all’uscita del Tesoro dal capitale.

La good bank Nuova Banca Marche è passata a Ubi Banca, poi assorbita da Intesa Sanpaolo, alla cifra simbolica di 1 euro. I crediti deteriorati della banca, assieme a quelli di Etruria e delle casse di Chieti e Ferrara, sono confluiti nel Rev, ceduto recentemente da Bankitalia al Cerved Credit Management.

Sentenza Banca Marche

Per il crac di Banca Marche e della controllata Medioleasing al Tribunale di Ancona, le condanne vanno da un minimo di 4 anni e 6 mesi per Daniele Cuicchi, capo servizio commerciale di Medioleasing ad un massimo di 10 anni e 6 mesi per l’ex direttore generale Massimo Bianconi. Il collegio penale, presieduto da Francesca Grassi, ha condannato Stefano Vallesi, ex vice direttore generale Area Mercato di Banca Marche a 9 anni, Massimo Battistelli, ex capo area crediti di Banca Marche a 4 anni e 10 mesi, Giuseppe Paci, ex capo concessione crediti di Banca Marche a 5 anni e 8 mesi, Giuseppe Barchiesi, ex dg di Medioleasing a 7 anni e 6 mesi.

Il pool di pm formato da Andrea Laurino, Serena Bizzarri e Marco Pucilli, aveva chiesto pene più alte per tutti per un totale di oltre 129 anni: per Bianconi, ad esempio, 13 anni e 6 mesi.

Assolti Giuseppe Michele Ambrosini, presidente di Banca Marche, Giuliano Bianchi, Bruno Brusciotti, ex componenti nel Cda di Banca Marche, Paolo Arcangeletti, dirigente dell’istituto di credito, Tonino Perini, vice presidente di Banca Marche, Claudio Dell’Aquila, vice direttore generale di Banca Marche.

Bancarotta fraudolenta

L’istituto di credito era stato dichiarato fallito nel 2016. Il maxiprocesso è cominciato nel maggio 2019. Nel mirino dell’accusa una serie di crediti concessi a imprenditori e società non affidabili dal punto di vista bancario, senza le garanzie necessarie a coprire l’esposizione della banca. Per le difese invece la crisi di Banca Marche era legata alla crisi, in particolare del settore edilizio, in cui l’istituto di credito era più esposto.

Tra i reati contestati a vario titolo dall’accusa e respinti dai 12 imputati, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza (questi ultimi due prescritti). Sono stati riconosciuti solo due capi d’accusa, uno relativo alla bancarotta fraudolenta per distrazione di Banca Marche, l’altro alla bancarotta di Medioleasing.

Banca Marche, parti civili

I giudici hanno disposto inoltre che i danni siano da liquidarsi in sede civile, con una provvisionale del 5% dei titoli finanziari posseduti dalle parti civili (oltre 3.000) che si sono costituite, o in difetto, dell’importo del danno rappresentato, nei limiti dell’importo della provvisionale richiesta in misura non superiore a 15mila euro.

Previste anche pene accessorie, come l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Bianconi, Vallesi, Paci e Barchiesi; 5 anni di interdizione per Battistelli e Cuicchi, oltre all’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e all’incapacità ad esercitare uffici Non doversi procedere, infine, per Lauro Costa, ex presidente di Banca Marche, scomparso lo scorso 12 dicembre.

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