Mer 27 Ottobre 2021 — 18:58

Azioni Mediaset si sdoppiano, analisti studiano la nuova struttura



Secondo gli esperti da un lato l’obiettivo del cda è fornire maggiore flessibilità per “eventuali futuri M&A deals”; dall’altro lato però potrebbe ridursi la contendibilità del gruppo e ciò dipenderà dalla categoria di azioni utilizzate per le operazioni

azioni mediaset

Azioni Mediaset leggermente positive in Borsa, in linea con il comparto europeo, dopo la proposta di conversione delle azioni Mediaset in azioni di categoria B, ciascuna con 10 diritti di voto e un valore nominale di 0,6 euro per azione. La nuova struttura sarà sottoposta all’assemblea il prossimo 25 novembre.

Mediaset, azioni A e azioni B

Il cda del Biscione come atteso ha deciso venerdì di rilanciare il progetto di una holding MediaForEurope (Mfe), mentre le società operative Mediaset Italia e Mediaset Espana manterranno la loro denominazione attuale.

Il cda ha inoltre proposto l’introduzione di una struttura azionaria a doppia categoria per dare “una maggiore flessibilità per il finanziamento di eventuali future operazioni di M&A”.

In particolare, ogni azione Mediaset attualmente in circolazione sarà convertita in una azione ordinaria B e tutti gli azionisti Mediaset in un giorno di riferimento stabilito avranno diritto a una azione ordinaria A per ogni azione ordinaria B posseduta.

Entrambe le categorie di azioni saranno quotate su Mta di Borsa Italiana.

Ogni azione ordinaria A avrà un valore nominale di 0,06 euro e ogni azione B un valore nominale di 0,60 euro (contro l’attuale 0,52 euro).

Pertanto ogni azione ordinaria A darà diritto a un voto e ogni azione ordinaria B darà diritto a dieci voti. Entrambe le categorie di azioni avranno i medesimi diritti patrimoniali (dividendi).

Se otterrà l’ok dei soci, passaggio ritenuto scontato vista la posizione di Fininvest con oltre il 50% dei diritti di voto, la conversione dovrebbe diventare efficace a gennaio 2022, una volta ottenuto il via libera dell’Afm olandese al prospetto informativo.

Mediaset, le opinioni degli analisti

Secondo gli analisti di Equita da un lato l’obiettivo del cda con questa operazione è fornire maggiore flessibilità per “eventuali futuri M&A deals”. Dall’altro lato però “potrebbe ridursi la contendibilità del gruppo in caso di future operazioni straordinarie” e ciò “dipenderà dalla categoria di azioni utilizzate” per le operazioni.

“Ci attenderemmo, infine, che le azioni di categoria A (con un solo diritto di voto) oltre a trattare a sconto abbiano una maggiore liquidità sul mercato, perché avendo un solo decimo dei diritti di voto delle azioni di categoria B, saranno meno interessanti anche per gli azionisti di riferimento del gruppo”. La raccomandazione resta hold con target price di 2,93 euro.

Gli analisti di Banca Akros sottolineano che questa struttura azionaria è presente in diversi gruppo media internazionale a partire da quelli americani com News Corp, Discovery, Viacom e anche Google, che ha addirittura tre classi di azioni. Ad esempio, aggiunge il broker se per NewsCorp il prezzo delle azioni A e delle azioni B è sostanzialmente allineato (23,71 dollari le A, 23,58 dollari le B), i titoli A di ViacomCBS trattano a premio del 6,5% (a 42,49 dollari) rispetto alle B che non danno diritti di voto. Per Discovery invece nettamente il quadro è piuttosto anomalo con le B, che hanno 10 diritti di voto, che scambiano a 52,3 dollari, le A, con un diritto, a 25,74 dollari e le C, senza diritti, a 24,78 dollari. Discovery è un dei gruppi indicati come potenziale partner di Mediaset in caso di aggregazione europea.

Mediaset e il dossier fusioni e acquisizioni

Secondo Mediobanca Securities la sostanza delle mosse di Mediaset sulla struttura azionaria riguarda il fatto che il gruppo sarà a breve pronto a implementare il progetto paneuropeo: Spagna (dove Mediaset controlla Mediaset Espana) e Germania (dove è primo socio di Prosiebensat) sono i due Paesi principali da cui Mediaset potrebbe avviare la crescita dimensionale, ma anche in Francia la vendita di canali post aggregazione Tf1 e M6 potrebbe offrire delle chances.

Secondo Intesa Sanpaolo ProSiebenSat (Pro7) “sarebbe il candidato naturale considerando che Mediaset possiede il 24,2% dei suoi diritti di voto”, tuttavia, “questo non è ovvio, dato lo scetticismo del management di Pro7 e la pressione di RTL per il consolidamento nel Paese”, spiegano gli esperti.

Sempre per gli analisti di Intesa   (rating hold con prezzo obiettivo a 2,8 euro) il rinnovo del Supervisory Board di Pro7 nel 2022, la valutazione in corso dell’Antitrust sugli accordi interni in Europa (TF1-M6 e RTL-Talpa) e la business combination in corso tra Discovery e Time Warner “sono altri elementi di un puzzle che sembra ancora poco chiaro”. Rating hold e Tp a 2,8 euro confermati.

In Borsa alle ore 15,36 Mediaset +0,56% a 2,512 euro.

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