Mar 07 Febbraio 2023 — 02:30

Aumento di capitale Mps, partito conto alla rovescia



Il via libera Bce entro l’assemblea del 15 settembre. La ricapitalizzazione dovrebbe scattare a ottobre. L’ipotesi di suddividere l’operazione in due tranche

mps bce

Entra nella fase finale l’istruttoria della Bce sull’aumento di capitale Mps: il responso della Vigilanza dovrebbe arrivare entro i primi giorni di settembre.

Aumento Mps

Sono queste, secondo quanto riporta oggi MF-Milano Finanza, le indicazioni che filtrano a pochi giorni dal via libera della Commissione Ue alle strategie aggiornate della banca senese controllata con il 64% dallo Stato.

Francoforte (che ha 90 giorni per decidere) dovrebbe esprimersi prima dell’assemblea del 15 settembre chiamata a deliberare sul nuovo aumento di capitale da 2,5 miliardi, come del resto aveva anticipato la banca.

L’aumento Mps dovrebbe invece scattare nel mese di ottobre, nelle intenzioni dell’ad Luigi Lovaglio. La ricapitalizzazione avverrebbe pertanto poche settimane dopo le elezioni politiche del 25 settembre, un evento pur sempre significativo per l’istituto che ha il Tesoro come socio di riferimento.

Per questo secondo Mf in alcune banche d’affari si starebbe ragionando su una possibile scissione dell’aumento in due tranche: la prima a ottobre da 1-1,5 miliardi e la seconda che potrebbe slittare fino a marzo 2023. Viene inoltre rispolverata l’ipotesi dell’anchor investor, e persino un eventuale interessamento dell’ultimo minuto da parte di un’altra banca italiana: vengono citate Bper e Unicredit, anche se quest’ultima meno di un anno fa ha scartato il dossier.

Mps, azioni deboli in Borsa

Intanto in Borsa il titolo ha ceduto altro terreno recentemente, in vista di un’operazione che si annuncia iperdiluitiva, ma anche dopo le indicazioni della semestrale bocciata dal mercato.

Il Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il primo semestre 2022 con un utile netto di 27,2 milioni, di cui 18 realizzati nel secondo trimestre, sotto attese. Ma a preoccupare è stato anche il ritorno di fiamma dei rischi legali, con nuove richieste danni per 1,8 miliardi complessivi da parte di una società di consulenza, per conto di investitori istituzionali, che porta le richieste complessive (petitum) a 3,7 miliardi.

Ancora sul fronte dell’aumento, Mps ha tuttavia ampliato il consorzio di garanzia per l’operazione: Santander, Barclays, Société Générale e Stifel si sono unite a BofA, Citigroup, Credit Suisse e Mediobanca in qualità di joint bookrunners attraverso la sottoscrizione di un accordo di pre-underwriting.

Azionisti Mps

Ma la prospettiva di un aumento in tempi brevi ha messo in allarme un gruppo di piccoli soci aderenti al Comitato Piccoli Azionisti Mps. In una lettera al Mef, al ministro Franco, all’amministratore delegato e ai membri del cda, il gruppo di azionisti guidato da Franco Mazzini ha chiesto un rinvio dell’operazione, ricordando fra l’altro che “dal giorno 23 giugno 2022, giorno dell’ annuncio del piano 22-26 redatto dal Dott. Lovaglio, l’azione ha perduto il 61% ( da 0,67 agli attuali 0,41)”.

Inoltre “eseguire un raggruppamento delle azioni 1:100 come deliberato dal cda il giorno 4 agosto 2022, ha sicuramente l’intento di azzerare la capitalizzazione attuale e quindi la totale rovina finanziaria di noi piccoli azionisti Mps”. Già a causa della quotazione di mercato attuale, la banca di Rocca Salimbeni “capitalizza solamente circa il 7% del suo valore di patrimonio netto (valore di libro) – viene evidenziato – Infatti attualmente Banca Mmp ha un valore di mercato di circa 400 milioni , rispetto ad un patrimonio netto di 5,8 miliardi”.

Alle ore 14,26 le azioni B.Mps segnano +1,64% a 0,4206 euro; il bilancio dell’ultimo mese a questi livelli è un -16,8%.

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