Mar 07 Febbraio 2023 — 02:57

Aumento di capitale Mps, investitori in fuga?



Le trattative con potenziali nuovi soci vanno per le lunghe e le banche del consorzio fissano i paletti per coprire l’inoptato evitando un eventuale bagno di sangue

mps

Aumento di capitale Mps verso il rinvio di una settimana, mentre le trattative con potenziali investitori vanno per le lunghe e le banche del consorzio fissano i paletti per coprire l’inoptato evitando un eventuale bagno di sangue.

Aumento di capitale Mps, investitori cauti

Per Mps si profila dunque lo slittamento dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi dalla data del 10 ottobre inizialmente auspicata dal ceo Luigi Lovaglio al 17.

Ma cosa succede al Monte dei Paschi di Siena? A quanto pare le previsioni rilanciate nelle scorse settimane, seppure con cautela, da diversi organi di stampa, sono destinate a essere in parte smentite o ridimensionate.

A Londra il ceo Lovaglio avrebbe incontrato diversi potenziali investitori, fra cui i fondi che lo apprezzarono al Creval per le sue capacità di “execution” (mandando in porto una difficile ricapitalizzazione e la successiva fusione con Crédit Agricole).

Mps, Anima e Axa

Allo stesso tempo come era prevedibile il manager ha dovuto fare i conti nella City con la reputazione legata al track record della banca senese che ha bruciato sistematicamente miliardi di aumenti di capitale negli ultimi anni.

Quanto alle trattative con i partner Anima (risparmio gestito) e Axa (bancassurance), le trattative che richiederebbero come contropartita la revisione dei rispettivi accordi sono andate ai tempi supplementari per diverse ragioni, anche regolamentari, e rischiano di tradursi in un contributo inferiore rispetto ai 300-400 milioni preventivati.

Porte chiuse invece da casse e fondazioni che erano state sondate.

Banche consorzio

Ma alla banca restano da coprire 900 milioni dell’aumento di capitale da 2 5 miliardi, che vedrà lo Stato fare la parte del leone con 1,6 miliardi.

Le banche del consorzio di garanzia dell’aumento di capitale Mps guidate da BofA, Citigroup, Credit Suisse e Mediobanca, avrebbero tuttavia posto una condizione tassativa e cioè che agli istituti tocchi garantire solo su un terzo della “quotalibera”, secondo quanto ha scritto nel fine settimana il Messaggero. Se non si trovassero investitori, le banche del consorzio alzerebbero a dismisura la fee della garanzia oltre il 10% al punto che potrebbe non convenire. Con un book coperto per due terzi, la fee sarebbe del 5%, una percentuale comunque alta. La Vigilanza Bce, secondo il giornale, sta seguendo le evoluzioni del titolo e ha pronto un piano B di cui avrebbe discusso qualche giorno in un vertice fra Autorità.

In Borsa alle ore 10,47, dopo i cali delle recenti sedute, le azioni B.Mps segnano ancora un -1,86% a 23,50 euro.

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