Finanzareport.it | Attacco Venezuela: occhi puntati su petrolio, oro, azioni della difesa - Finanza Report

Thu 15 October 2026 — 13:44

Attacco Venezuela: occhi puntati su petrolio, oro, azioni della difesa



Attesa per la reazione dei mercati finanziari all’operazione americana

venezuela attacco petrolio

Attesa per la reazione dei mercati finanziari all’attacco Usa in Venezuela che ha portato alla destituzione di fatto del presidente Nicolas Maduro, prelevato dalle forze americane assieme alla moglie e condotto negli Stati Uniti. Occhi puntati su quotazioni del petrolio, oro, dollaro e in Borsa sulle azioni della difesa.

Attacco Usa al Venezuela, cosa succede ora?

Nell’operazione di venerdì notte, in cui sono stati bombardati obiettivi militari e strategici, sono stati impiegati almeno 150 aerei, oltre a navi mezzi di terra.

Il presidente Usa Donald Trump nella conferenza stampa tenuta sabato dopo i raid in Venezuela ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a lanciare un secondo attacco, se necessario, ma probabilmente non lo è più. L’intera capacità militare venezuelana è stata resa inefficace.

Gli Stati Uniti, ha detto Trump, manterranno il loro ruolo in Venezuela fino a quando non sarà raggiunta una transizione “sicura”. Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti governeranno temporaneamente il Venezuela “con un gruppo”, senza fornire dettagli.

Maduro e sua moglie affronteranno la giustizia statunitense. Trump ha pubblicato su Truth Social una foto di Maduro in custodia su una nave della Marina statunitense, bendato e in manette.

Fra le reazioni internazionali all’attacco Usa al Venezuela, Russia, Cuba e Iran, alleati di Caracas, hanno condannato la violazione del diritto internazionale; il presidente argentino, Javier Milei, ha elogiato la nuova “libertà” del Paese caraibico, mentre il Messico ha condannato l’intervento e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha affermato che ha oltrepassato il limite.

Attacco Venezuela, petrolio sotto i riflettori

Il Venezuela, membro fondatore dell’Opec, possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo. Trump ha annunciato l’ingresso delle maggiori compagnie petrolifere Usa nel Venezuela. Attualmente solo Chevron opera nel Paese. La produzione del Venezuela ha raggiunto il picco di 3,5 milioni di barili al giorno alla fine degli anni ’90, ma da allora è diminuita significativamente e attualmente, secondo stime Kpler citate dalla Cnbc, si attesta a circa 800.000 barili al giorno.

Il presidente Trump ha affermato che le compagnie petrolifere pagheranno direttamente i costi di ricostruzione delle infrastrutture petrolifere venezuelane. “Saranno rimborsate”, ha detto Trump. “Faremo in modo che il petrolio scorra come dovrebbe”, ha affermato. “Venderemo grandi quantità di petrolio ad altri Paesi, molti dei quali lo stanno già utilizzando, ma direi che ne arriveranno molti altri”.

L’attacco al Venezuela ha colpito dunque un importante pese petrolifero, ma allo stesso tempo Trump si è ripromesso di “inondare” ulteriormente il mercato, aumentando la produzione.

I future Brent hanno chiuso venerdì in calo di 10 centesimi a 60,75 dollari al barile, ribasso analogo per il Wti a 57,32 dollari.

Da seguire anche le quotazioni dell’oro: il bene rifugio è particolarmente sensibile alle tensioni geopolitiche. Il prezzo spot (XAU/USD) ha chiuso venerdì a 4.330 dollari l’oncia (+0,36%). In Borsa da seguire i titoli dei produttori di armi, mentre una risposta “risk-off” da parte del mercato potrebbe spingere i titoli difensivi come utilities e affini.

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