Mar 07 Febbraio 2023 — 02:03

Atlantia, scoppia la febbre da opa: in campo Acs e fondi



Si ipotizza anche un’opa difensiva, che vedrebbe i Benetton affiancati da Blackstone, con lo scopo di delistare Atlantia e metterla al riparo da eventuali mire straniere. Precisazioni di Edizione tengono in vita gli scenari legati alla partita

Atlantia

Atlantia sugli scudi a Piazza Affari dopo l’interesse manifestato dal gruppo spagnolo Acs di Florentino Perez per la holding infrastrutturale dei Benetton. E scoppia la febbre da opa. Una nota di Edizione, la “cassaforte” della famiglia Benetton, ha parzialmente confermato gli scenari legati alla partita.

Atlantia, opa in arrivo?

Il titolo dopo le prime voci su una possibile opa del patron del Real Madrid (nonché partner di Atlantia in Abertis) era stato protagonista ieri di una brusca accelerazione, fino a +8%, con alcuni stop per volatilità, per poi chiudere a +2,45%. Oggi il rally non si ferma.

A mercato chiuso Acs ha confermato di avere presentato lo scorso 30 marzo una “proposta preliminare non vincolante” alla holding dei Benetton Edizione attraverso i fondi Global Infrastructure Partners (Gip) e Brooksfield (che hanno diffuso il comunicato).

In base agli accordi con i due fondi, Acs rileverebbe la maggioranza delle concessioni autostradali all’estero di Atlantia: ciò ovviamente a valle di un’eventuale opa conclusa con successo.

Opa Atlantia potrebbe essere ostile

Il consorzio non ha preso alcuna decisione in merito e “non vi è alcuna certezza che venga avanzata un’offerta definitiva vincolante”, è stato precisato nel comunicato emesso su richiesta della Consob spagnola.

Qualsiasi offerta dovrà ricevere il via libera della famiglia Benetton che di recente ha ribadito la centralità strategica di Atlantia e aumentato la propria quota al 33,1%, dopo la vendita di Aspi per 8 miliardi. Gli altri principali soci sono il fondo sovrano di Singapore Gic con l’8,29%, Hsbc con il 5% e Fondazione Crt con il 4,5%,

Si ipotizza anche un’opa difensiva, che vedrebbe i Benetton affiancati da Blackstone, con lo scopo di delistare Atlantia e metterla al riparo da eventuali opa ostili. Lo scrive Bloomberg. Blackstone, possibile alleato di Atlantia, ha rilevato Autostrade per l’Italia con Macquarie e Cdp.

Le precisazioni di Edizione

Su richiesta di Consob, “in relazione alle notizie riportate su alcuni organi di informazione circa l’interesse
di alcuni investitori su Atlantia Spa”, Edizione Spa, “nella sua qualità di soggetto controllante di Sintonia, società che a sua volta detiene una partecipazione del 33,10% nel capitale sociale di Atlantia, intende precisare che l’investimento in Atlantia S.p.A. ha natura strategica ed è intendimento di Edizione continuare a concorrere allo sviluppo sostenibile del suo valore, mantenendo il radicamento italiano della società nel quadro di un disegno industriale che valorizzi il focus sulle infrastrutture di trasporto connotate da sostenibilità e innovazione per la mobilità del futuro di persone e merci”. In tale ambito ed in coerenza con gli intendimenti sopra riportati, “sono in corso discussioni con il gruppo Blackstone, quale partner, senza che allo stato siano stati raggiunti accordi con riguardo ad operazioni relative ad Atlantia Spa”. Pertanto Edizione “non è in grado al momento di fornire ulteriori elementi informativi in relazione a quanto precede, riservandosi, ricorrendone le condizioni, di informare il mercato di eventuali sviluppi”.

Con riferimento alla “nota diffusa congiuntamente nella mattinata odierna da Global Infrastructure Partners e Brookfield (nota, che richiama anche l’interesse del Grupo Acs in relazione ad una possibile acquisizione di una quota di maggioranza delle concessioni autostradali del gruppo Atlantia), Edizione, nel quadro dell’attività di analisi e valutazione delle diverse opzioni di volta in volta disponibili per la migliore valorizzazione delle proprie partecipazioni, segnala di essere stata avvicinata in modo non sollecitato da tali investitori che hanno prospettato un interesse ad un possibile progetto di acquisizione di Atlantia”.

Edizione ha comunicato a Gip e Brookfield di “non ravvisare nel progetto (che contemplava, tra gli altri, la dismissione delle attività di Abertis e potenzialmente di altre attività autostradali, conducendo di fatto ad un “break up” del gruppo Atlantia) elementi di interesse alla luce del proprio orientamento strategico volto a preservare l’integrità del gruppo e a dare ulteriore impulso alle sue attività supportandone quale azionista di riferimento lo sviluppo sostenibile”.

Fondi in campo

Il fondo Gip, che nel 2018 in Italia ha rilevato i treni ad alta velocità Italo, è uno dei più grandi operatori infrastrutturali nel mondo e in Europa, per esempio, controlla diversi asset rinnovabili oltre agli scali londinesi di Gatwick e London City Airport. Brookfield Infrastructure fa parte del colosso canadese Brookfield Asset Managament, che controlla tra l’altro la maggioranza di Oaktree.

Atlantia fa gola anche per gli 8 miliardi di liquidità in cassa, con cui in linea teorica un eventuale acquirente potrebbe pagarsi parte dell’offerta (la società oggi capitalizza 15,6 miliardi). Un potenziale rischio è invece rappresentato dal fatto che il gruppo controlla Aeroporti di Roma su cui il governo italiano potrebbe opporre il golden power.

Intanto ieri sera Moody’s ha alzato il rating del gruppo a Ba1 da Ba2 con outlook stabile.

Atlantia, analisti

Fra i commenti dei broker, Equita sottolinea come le ultime news creino un interesse speculativo sul titolo anche se vista la posizione di Edizione e degli altri soci storici “si dovrebbe arrivare a un accordo con questi azionisti in caso di offerta sul titolo”. Equita valuta Atlantia 20,5 euro che include “un premio del 5% sulla nostra somma delle parti della holding per il significativo buyback che attendiamo verrà effettuato, anche con una probabile offerta parziale sul mercato”. Anche secondo Banca Akros, data la partecipazione dei Benetton, qualsiasi offerta ostile sarebbe “challenging” ma al tempo stesso la banca sottolinea come una aggregazione con Acs porterebbe ulteriori sinergie sul business autostradale dell’America Latina.

Banca Imi aggiunge che un’opa ostile avrebbe scarse possibilità di successo e metterebbe a rischio la convivenza di Atlantia e Acs in Abertis. In ogni caso il broker ricorda che quando Gavio e Ardian hanno ritirato dal mercato Astm il premio offerto è stato del 28%.

Per Bestinver, una “guerra per il controllo di Atlantia” gioverebbe indubbiamente agli azionisti di minoranza “ma rischierebbe di diventare troppo onerosa per i contendenti. Non escludiamo quindi la possibilità che Benetton e Perez si accordino, ritirando congiuntamente Atlantia dal mercato e procedendo poi al break up del gruppo”. In caso di acquisizione, conclude Bestinver, “riteniamo che un’offerta per Atlantia che voglia avere qualche possibilità di successo non possa essere fatta per meno di 23 euro per azione, corrispondente ad un equity value di 19 miliardi”.

In Borsa alle ore 15,12 le azioni Atlantia segnano +7,4% a 20,40 euro dopo un massimo di giornata a 21,26 euro.

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