Mar 17 Settembre 2019 — 22:04

Atlantia punta su Alitalia, svelato intanto il piano Fs-Delta



La holding annuncia verifiche per entrare nella cordata e mettere mano al piano. Si profila un accordo di “non belligeranza” sulla revoca della concessione ad Autostrade

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Atlantia punta su Alitalia ed è subito in pole position. Il cda della holding targata Benetton ha dato infatti mandato all’ad Giovanni Castellucci di valutare la discesa in campo nella cordata, a partire da una revisione a 360 gradi del piano tracciato da Fs e Delta. Quest’ultimo intanto è stato svelato da alcune indiscrezioni di stampa.

Atlantia vede comunque profilarsi, se non un compromesso, quanto meno un accordo di “non belligeranza” con il governo sul fronte della revoca della concessione ad Autostrade. Intanto, l’esame del dossier da parte dei Benetton potrebbe comportare un nuovo rinvio a settembre per il piano di salvataggio della compagnia, mentre entro lunedì è attesa l’offerta vincolante da parte della capofila Fs. Fonti del Ministero dello Sviluppo economico hanno spiegato oggi: “Ci si aspetta la chiusura del consorzio entro il 15”.

Atlantia vuole mettere mano al piano di Alitalia

Secondo quanto comunicato da Atlantia, il board ieri, “preso atto dell’interesse della società controllata Aeroporti di Roma per una compagnia di bandiera competitiva e generatrice di traffico”, ha dato mandato al ceo Castellucci di “approfondire la sostenibilità ed efficacia del piano industriale relativo ad Alitalia – inclusa la compagine azionaria e il team manageriale – e gli opportuni e necessari interventi per un duraturo ed efficace rilancio della stessa, riferendo in una prossima riunione consiliare per le opportune valutazioni ed eventuali connesse deliberazioni”.

Atlantia si appresta quindi a inviare la manifestazione di interesse a Mediobanca, advisor di Fs, per rilevare una quota di Alitalia che potrebbe arrivare al 35-40%. Gli altri soci della cordata sono per il momento le Fs (al 35%), il Mef (al 15%) e Delta (10%).

Verso un armistizio su revoca concessione Autostrade

Fra le indiscrezioni, resta in piedi anche l’ipotesi – caldeggiata nel governo dal M5s e dal ministro Di Maio – di una partecipazione di un altro soggetto, come la famiglia Toto, per ridimensionare il peso potenziale di Atlantia. Tuttavia sia Toto sia gli altri pretendenti, ossia l’imprenditore colombiano Efromovich e il presidente della Lazio Lotito, dovrebbero ancora presentare le necessarie garanzie.

Inoltre Delta ha messo nero su bianco in una lettera di essere interessata all’investimento “se il partner di completamento del capitale sarà Atlantia”.

Se poi il ruolo di Atlantia sarà confermato, difficilmente il governo potrà proseguire la guerra nei confronti della società sul fronte della revoca della concessione ad Autostrade per il crollo del Ponte Morandi. Si potrebbe giungere alla soluzione individuata anche dal comitato di “saggi” incaricati dal ministero dei Trasporti, e cioè una rinegoziazione della concessione.

Alitalia, il piano Fs-Delta

Quanto al piano tracciato da Fs e Delta, oggi alcuni quotidiani fra cui il Sole 24 Ore e il Messaggero pubblicano alcuni dettagli. La Nuova Alitalia, scrive il Sole, dal primo gennaio 2020 avrebbe 102 aerei, 15 in meno rispetto agli attuali 117. La flotta dovrebbe risalire un po’ fino a 109 aerei nel 2023. I jet di lungo raggio, oggi sono 26, scenderebbero a 23 l’anno prossimo e risalirebbero fino a 25 nel 2023.

Sono previsti esuberi nel personale di terra della sede, staff e commerciale pari 740 dipendenti a tempo pieno, anche se potrebbe esserci un maggior numero di uscite se i tagli toccassero anche contratti part time, fanno notare fonti sindacali.

Nel personale di volo sono previsti aumenti di produttività (i riposi mensili ridotti da 10 a 9 per piloti e assistenti di volo) e riduzioni di voci di stipendio, in particolare l’indennità di volo. Per i piloti c’è un obiettivo di riduzione della remunerazione da 138mila euro l’anno a 131mila (-5%). Per gli assistenti di volo si indica una riduzione da 51mila a 48mila euro l’anno (-5,8%).

Conti in rosso fino al 2021

Secondo il Messaggero, punto focale del network industriale sarà la salvaguardia della Nord Atlantic Jv, cioè la joint venture tra Delta, Air France, Alitalia che tuttavia oggi danneggia la compagnia italiana perché su 10 voli solo 1 è riservato ad Alitalia.

In generale, scrive il Sole 24 Ore, è prevista una concentrazione su mercati con minore concorrenza delle compagnie low cost e l’uscita da tutte le rotte non profittevoli e non strategiche. Fiumicino si conferma l’”hub” per i voli a lungo raggio, mentre Milano Linate dovrebbe attirare “clientela prevalentemente business ad alto valore”.

In questo modo viene previsto di raggiungere un aumento dei ricavi a regime di 548 milioni di euro in più rispetto al 2018. I risultati rimarrebbero in rosso fino al 2021. Verrebbe raggiunto l’utile operativo (Ebit) nel 2022 con 53,9 milioni e nel 2023 con 134 milioni, rispetto ai -340 milioni del 2018.

In Borsa questa mattina le azioni Atlantia continuano il recupero dei giorni scorsi con un rialzo di oltre 1 punto percentuale, nonostante l’annuncio di S&P che ha messo il rating di Atlantia, Aspi e Adr in credit watch negativo per il rischio legato a una possibile revoca della concessione ad Autostrade.

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