Mar 22 Ottobre 2019 — 14:38

Astaldi, Banco Bpm apre al Progetto Italia di Salini Impregilo. C’è anche Intesa, Unicredit e Bnl prudenti



Banche in ordine sparso sul dossier in vista della scadenza per l’offerta fissata a metà luglio

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Banco Bpm apre a Progetto Italia, il nuovo polo delle costruzioni che Salini Impregilo sta tentando di aggregare a partire da Astaldi e con il sostegno della Cdp. L’istituto lombardo-veneto, già indicato da recenti indiscrezioni come una delle quattro banche disposte ad aderire, offre il suo appoggio al dossier, come ha detto ieri l’amministratore delegato Giuseppe Castagna a margine di un evento.

Astaldi, Banco Bpm appoggia il Progetto Italia di Salini Impregilo

Queste infatti le parole di Castagna: “Abbiamo visto con favore l’idea di Cdp e Salini di creare un progetto per rafforzare il settore importantissimo, siamo favorevoli a un concetto del genere”.

L’ad di Banco Bpm ha poi chiarito: “Non siamo i player principali in questo progetto ma non ci sottraiamo da una possibile agenda”. Cdp e Salini, ha detto ancora Castagna, “stanno cercando di studiare la soluzione più probabile ma ancora non abbiamo elementi per dire quale sarà il ruolo delle singole banche, potrebbe essere un mix tra conversione dei crediti in azioni, in parte partecipare all’aumento, in parte nuova finanza”.

Astaldi ha comunicato recentemente lo slittamento del termine per la presentazione dell’offerta al 15 luglio. E il nodo delle banche è fra quelli rimasti sul tappeto. “Ci sono mille dettagli da guardare, le esposizioni delle banche sono molto diverse da banca a banca e tutti gli interessi vanno tutelati in maniera equanime”, ha detto Castagna.

Fra i creditori di Astaldi c’è anche Intesa, Unicredit e Bnl prudenti

Oltre a Bpm esposte su Astaldi ci sono anche Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnp-Paribas. Secondo le ultime indiscrezioni, citate oggi dal quotidiano Il Messaggero, sarebbe emersa però una spaccatura tra le banche intenzionate a partecipare al progetto (Intesa Sanpaolo oltre a Banco Bpm) da una parte, e quelle più prudenti dall’altra: si tratta di Unicredit e Bnp-Bnl.

Secondo le indiscrezioni il piano poggia sulla ricapitalizzazione di Salini Impregilo per 600 milioni, di cui 300 milioni a carico della Cdp; 150 di Intesa Sp, Unicredit, Banco Bpm, Bnp-Bnl; 50 di Salini Simonpietro, 100 garantiti da Morgan Stanley nel caso in cui il mercato non dovesse assorbirlo.

Dei 150 milioni del ceto bancario, spiega oggi il Messaggero, la quota di Intesa Sanpaolo e Unicredit è di 50 milioni ciascuna, 25 milioni per Banco Bpm e Bnp. Unicredit, che è la banca più esposta con 390 milioni per cassa, avrebbe mostrato contrarietà a coprire l’intera quota, seguita da Bnp-Bnl.

Sembra invece più vicino a districarsi il nodo della governance, con la presidenza del nuovo polo affidata alla Cassa depositi e Prestiti. Quanto ai nomi dei gruppi delle costruzioni che potrebbero entrare in Progetto Italia, circolano quelli di Condotte, Cmc, Grandi Lavori Fincosit, ma anche Vianini e Pizzarotti.

In Borsa alle ore 10 azioni Astaldi a +0,32% e Salini Impregilo +0,53%, mentre le banche in generale rimbalzano oggi e vedono Banco Bpm a +0,67%, Intesa Sanpaolo +0,13%, Unicredit +0,51%.

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