Mer 18 Settembre 2019 — 12:12

Assemblea Carige, piccoli azionisti tutti convocati



I commissari puntano sui piccoli soci: azioni gratis con una corsia preferenziale per quanti parteciperanno anche per delega all’assemblea del 20 settembre

Carige assemblea news

Per Carige l’assemblea del prossimo 20 settembre si preannuncia determinante per il futuro della banca ligure (come non hanno mancato di sottolineare i commissari straordinari) e cruciale soprattutto dal punto di vista dei numeri. Serve la presenza di soci con almeno il 20% del capitale, mentre il via libera al rafforzamento da 900 milioni di euro, a partire dall’aumento di capitale da 700 milioni, dovrà arrivare da almeno i due terzi dei presenti. Per questo i commissari straordinari, e il fondo interbancario artefice del salvataggio, puntano apertamente sui piccoli azionisti, cui saranno distribuite azioni gratis se aderiranno all’aumento di Carige, ma con una corsia preferenziale se parteciperanno (anche per delega) all’ormai imminente assemblea.

Si guarda quindi alla vasta assemblea dei piccoli azionisti (potenzialmente fino al 35-40% del capitale) in attesa di conoscere quale sarà la scelta dell’attuale primo socio Malacalza con il suo 27,5%.

Assemblea Carige, il premio ai piccoli azionisti

Il meccanismo, dettagliato in una serie di comunicati diffusi da Carige venerdì sera a mercati chiusi (dai quali comunque per il momento la banca resta ancora sospesa), prevede che le azioni gratis, fino a un tetto di 10 milioni di controvalore, andranno agli attuali azionisti con meno dello 0,1% (55.265.855 azioni), in un rapporto di una nuova azione ogni titolo posseduto, fino a 500mila. Oltre tale soglia si andrà al riparto.

Il premio però sarà maggiorato per chi risulterà presente in assemblea, in proprio o per delega.

Se i piccoli soci tutti assieme supereranno il 20% del capitale presente il 20 settembre, le azioni gratis resteranno nel perimetro dei partecipanti. Con una partecipazione sotto il 20%, le azioni gratuite Carige verranno ripartite anche tra i soci con meno dello 0,1% non partecipanti.

L’appello ai soci: evitare la liquidazione

Il meccanismo, spiega Carige, mira a incentivare “la partecipazione attiva alla vita societaria in un momento così importante per la banca”.

Ma i commissari nell’ampia documentazioni fornita avvertono inoltre che senza il buon esito dell’operazione il rischio è quello della liquidazione o della risoluzione. Senza il “rafforzamento patrimoniale – spiegano – la banca si troverà in una situazione di crisi, con conseguente sottoposizione della stessa e del gruppo ad essa facente capo ad azioni straordinarie o a misure da parte delle autorità competenti, che potrebbero determinare la liquidazione coatta amministrativa della banca, ovvero in alternativa l’applicazione, tra gli altri, degli strumenti di risoluzione delle crisi bancarie”.

Per Carige un altro semestre in rosso

Intanto dalla rendicontazione volontaria certificata dall’istituto, e resa nota assieme alla documentazione dell’assemblea, emerge che Carige nel primo semestre ha registrato una perdita di 428,5 milioni di euro. Nell’intero 2018 Carige aveva segnato una perdita per 275 milioni (393 il rosso del 2017).

Le perdite scontano rettifiche su crediti per 317,3 milioni per la maggior probabilità di svalutazione in uno scenario di cessione dell’intero portafoglio deteriorato. Sono 82,2 milioni gli accantonamenti per rischi: 43,5 milioni per la cessione delle assicurazioni e 25 milioni nell’ipotesi che con la gestione della quasi totalità del portafoglio deteriorato vada indennizzato il Credito Fondiario che lo ha in gestione.

Nei primi sei mesi dell’anno la raccolta diretta da clientela privata e imprese si attesta a 12,2 miliardi, sostanzialmente stabile con una flessione limitata allo 0,8%.

Nuovi target

Il Piano Strategico aggiornato di Carige prevede ora che la banca raggiunga un risultato netto positivo dal 2021, che si attesterà a 74 milioni nel 2023, con un ritorno sul capitale del 6,2%. Il piano che avevano presentato i commissari a febbraio prevedeva il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2020, con un ritorno alla redditività l’anno successivo.

Sul fronte dei coefficienti patrimoniali, Carige prevede ora nell’arco di piano ratio patrimoniali costantemente superiori ai target assegnati dalla Bce e un npe ratio lordo, il rapporto dei crediti deteriorati sul totale, costantemente inferiore al 5%, particolarmente virtuoso.

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