Finanzareport.it | Anima Holding: al fondo Fsi il 7,2%, stop a mire francesi? - Finanza Report

Mar 21 Maggio 2024 — 00:53

Anima Holding: al fondo Fsi il 7,2%, stop a mire francesi?



Si avvicina il rinnovo dei vertici e il colosso francese Amundi si attesta oltre il 5%. Viene ipotizzato anche un assist per l’aggregazione tra Banco Bpm e Mps

Anima raccomandazione

Anima Holding sotto i riflettori dopo che Mediobanca, agendo in qualità di intermediario per conto del fondo Fsi di Maurizio Tamagnini, ha rilevato in una procedura di reverse accelerated bookbuilding il 7,2% del capitale.

Anima Holding, entra il fondo Fsi

Mediobanca ha agito per conto del fondo Fsi Holding 2, che non intende promuovere un’opa nei prossimi 12 mesi, ha precisato Mediobanca. L’operazione è avvenuta a un prezzo di 4,35 euro per azione pari a complessivi 108,7 milioni. Ieri il titolo aveva chiuso a 4,046 euro e le azioni Anima oggi tendono ad adeguarsi.

L’operazione puntava a rilevare una partecipazione fino al 9%. Sono state acquistate invece 24.979.358 azioni ordinarie di Anima Holding, pari a circa il 7,2% del capitale.

Il primo azionista di Anima è Banco Bpm con il 20,6%, il secondo Poste Italiane intorno all’11%; inoltre spicca Amundi, il colosso europeo del risparmio gestito controllato da Crédit Agricole, sopra il 5%.

Il nome dell’investitore finanziario che ha dato mandato a Mediobanca è stato rivelato solo stamattina a operazione conclusa mentre già ieri sera erano circolate le prime ipotesi. Escluso che si trattasse di una banca o di un’assicurazione, le voci avevano puntato sul fondo Fsi.

Anima e le mire francesi

Quanto al senso dell’operazione, questa secondo alcuni rumors di stampa avrebbe uno scopo di “contenimento” delle mire francesi, sia per la presenza di Amundi nel capitale (la sgr guidata da Alessandro Melzi D’Eril va al rinnovo del cda) sia per la partita legata alle potenziali future fusioni bancarie.

In particolare, la presenza tra i grandi clienti di Banco Bpm e Mps, due fra i principali candidati al consolidamento, costituirebbe un elemento di attenzione per il mercato. “Non solo perché sulla carta un match tra Mps e il Banco potrebbe funzionare in termini di reti commerciali e sinergie”, scrive oggi il quotidiano Milano Finanza, ma anche “perché l’operazione metterebbe piazza Meda al sicuro dalle mire di Unicredit e di Crédit Agricole, dando vita a quel terzo polo bancario che l’Italia aspetta da dieci anni”.

In ogni caso le azioni Anima Holding spiccano il volo con un rialzo alle ore 9,28 del +5,68% a 4,276 euro; per la cronaca, Banco Bpm -0,6% a 4,135 euro e B.Mps +0,6% a 2,4485 euro.

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