Ven 18 Gennaio 2019 — 01:26

Amundi, l’analisi settimanale



Azionario: Europa ostaggio della Brexit, in Giappone delusione per gli utili societari

Pubblichiamo un estratto dell’aggiornamento settimanale di analisi dei mercati di Amundi.

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Mercati finanziari

Obbligazioni governative


Lieve calo dei tassi dei paesi sviluppati. Il tasso dei bund decennali è sceso brevemente allo 0,10%. Gli spread
dei titoli di Stato sono rimasti pressoché invariati, il differenziale d’interesse tra i titoli decennali spagnoli e italiani e
i bund tedeschi è risultato alla fine della settimana rispettivamente di 145 pb e 135 pb.

A maggio i riflettori saranno puntati in misura minore sulle banche centrali, visto che non sono previste riunioni dei comitati di politica monetaria della BCE o della Fed. L’implementazione del PSPP continuerà a pesare sulla curva
tedesca dei tassi, verosimilmente la Bundesbank acquisterà progressivamente titoli con scadenze sempre più
lunghe. Gli adeguamenti apportati al PSPP oltre il marzo 2017, conclusione teorica del programma, dovrebbero
diventare un tema sui mercati a partire dall’estate.

Tassi di cambio

Lo yen ha perso terreno nei confronti del dollaro. Il tasso di cambio USD/JPY si è riportato a quota 109,
soprattutto dopo gli interventi verbali di diversi funzionari giapponesi. I tassi di cambio EUR/USD e USD/CNY
sono rimasti pressoché stabili nel corso della settimana. Ѐ importante notare il rallentamento recente del calo del
tasso di cambio effettivo cinese.

Il dollaro e l’euro dovrebbero rimanere relativamente stabili in termini effettivi nel corso delle prossime settimane.
A giugno ci saranno più eventi politici ed economici rispetto a maggio, come la riunione del Consiglio direttivo
della BCE il 2 giugno, la riunione del FOMC il 15 giugno e il referendum in Gran Bretagna il 23 giugno sull’uscita o
meno del Paese dall’Unione europea. Un voto favorevole alla fuoriuscita della Gran Bretagna penalizzerà la
sterlina: è interessante notare come la BoE, dopo i picchi della valuta britannica a novembre, riconduca solo
parzialmente la svalutazione alle incertezze legate alla Brexit. Gran parte dell’indebolimento della sterlina può
essere dovuto al rallentamento dell’economia britannica, un fenomeno indipendente dalle incertezze sull’esito
della Brexit. In altre parole, se vincerà la fazione schierata a favore della permanenza del Regno Unito nell’UE, la
ripresa della sterlina sarà comunque limitata.

Credito

Gli indici di liquidità in euro si sono leggermente ampliati nel corso della settimana. Da sottolineare come
gli spread si siano ristretti in modo significativo dopo gli annunci recenti della BCE. Gli indici di liquidità delle
obbligazioni IG e HY in euro si sono ristretti rispettivamente di 15 pb e 67 pb, con una sottoperformance degli
emittenti finanziari. L’attività del mercato primario delle obbligazioni IG ha registrato una forte accelerazione nel
corso delle ultime settimane.

Il mercato primario molto attivo ha inciso negativamente sui mercati cash. La scadenza media delle nuove emissioni
è aumentata. Con un rendimento attorno all’1% dei bond IG in euro, le società che rientrano nel programma
della BCE sono fortemente stimolate a cercare finanziamenti sul mercato in euro. Anche le società non-europee
sono interessate: “Gli strumenti di debito emessi dalle società costituite nella zona Euro, la cui capogruppo non ha
sede nella zona Euro, rientrano tra quelli che possono essere acquistati nell’ambito del CSPP”. S’impone tuttavia
una certa vigilanza perché i profili di rischio delle società variano da una regione geografica all’altra. Inoltre è
importante non trascurare i fondamentali in uno scenario in cui la caccia al rendimento è esasperata.

Azioni

Mercati azionari piuttosto calmi in un contesto di continui rialzi del prezzo del petrolio. La pubblicazione dei
risultati delle trimestrali prosegue a pieno regime. Negli Stati Uniti, su 450 pubblicazioni (S&P 500), le sorprese
positive sono state il 75%. In Europa, su 370 pubblicazioni, le sorprese positive sono state il 56%. In Giappone, su
1390 pubblicazioni, le sorprese positive sono state solo il 38%.

In questo momento i mercati azionari stanno avendo evidentemente dei problemi a uscire dalla banda di fluttuazione
nella quale si sono mossi negli ultimi due anni. Il mercato USA non ha motivi per segnare nuovi massimi
storici, l’Europa è ostaggio dell’esito del referendum sulla Brexit, il Giappone deve far fronte alle prime delusioni in
materia di utili societari e il rimbalzo dei mercati emergenti deve misurarsi con il problema della sostenibilità della
ripresa cinese. Per ora, il trading sui mercati azionari rimane più tattico che ciclico.

Mps 17-01-2019 — 10:06

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