Mar 25 Giugno 2019 — 22:33

Alitalia e Lufthansa, si tira sul prezzo



Sul piatto una cifra inferiore alle aspettative. E da Roma seguitano a portare avanti la trattativa anche con Easyjet e Cerberus. Intanto Ryanair perde quota in Italia

La stampa tedesca pare confermare la forbice fra l’offerta di Lufthansa e i paletti posti dai commissari di Alitalia per l’acquisto della compagnia tricolore, già vagheggiata da indiscrezioni. Secondo il quotidiano economico Handelsblatt, infatti, “secondo le informazioni di un insider, Lufthansa può offrire un prezzo di acquisto di 300 milioni per Alitalia mentre si dice che il governo di Roma si aspetti un’entrata di 500 milioni”. E questo tirare sul prezzo non è il solo terreno di confronto.

Sempre stando al giornale germanico: “Dopo l’uscita dell’affare Niki si sono liberate delle risorse e Alitalia è per Lufthansa un importante obiettivo strategico. Tuttavia gli ostacoli sono enormi perché viene chiarito da fonti vicine a Lufthansa che la compagnia tedesca non assumerà su di sé il risanamento di Alitalia. Ma questo dovrà essere assunto dagli interessati in Italia prima dell’acquisizione”. Altra domanda importante è se i tedeschi, in caso di acquisto, debbano o no farsi carico i restituire i soldi del prestito ponte da 900 milioni di euro che sta tenendo in piedi attualmente il vettore tricolore e che scadrà nel settembre 2018.

La trattativa fra Lufthansa e Alitalia sarebbe stata affidata dai tedeschi a Harry Hohmeister, responsabile per il managment hub all’interno del cda di Lufthansa. Che dovrà affrontare anche la questione posta da quei dipendenti Alitalia distaccati a Milano che vogliono continuare ad abitare a Roma, chiedendo una navetta di collegamento. I tedeschi pongono difficoltà su questo punto, tanto che l’Handelsblatt, lasciando trapelare il punto di vista di Lufthansa, scrive: “Finché nessun ente in Italia elimina questi trattamenti, una vendita è difficilmente possibile”. Del resto, che il lato occupazionale fosse quello più sacrificabile, lo si sapeva già dai piani di esuberi stesi da Lufthansa, ossia lasciare a casa un quarto, circa 2000 su 8000, dei dipendenti impiegati nella parte volo interessata dalla trattativa.

Si tratta poi di capire se Lufthansa intende effettivamente compiere un vero rilancio di Alitalia oppure se il suo obiettivo sia unicamente quello di portare traffico ai propri hub tedeschi.

E’ per questi motivi che negli ultimi giorni i commissari di Alitalia, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, hanno più volte ribadito che le trattative proseguono con tutti i principali pretendenti, ovvero anche la compagnia britannica Easyjet e il fondo americano Cerberus, mentre lo stesso primo ministro uscente, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che “le offerte sono ancora da migliorare”. C’è comunque fretta di concludere prima delle elezioni, “entro febbraio”, come esorta il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.

Frattanto, nel panorama della concorrenza, si registra la battuta d’arresto nella crescita di Ryanair, che dopo il caos autunnale causato dalla cancellazione di 2100 voli, ha visto nel mese di dicembre 2017 un aumento del solo 3% nel numero dei passeggeri, a soli 9,3 milioni. Secondo Bloomberg il peggior risultato mensile dal marzo 2014. A salvare i conti, l’annuale, con 129 milioni di passeggeri in tutto il 2017, ossia un +10% sul 2016.

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