Mar 07 Febbraio 2023 — 03:55

Quali azioni italiane comprare nel 2023?



Andrea Scauri (Lemanik) risponde ai dubbi dei nostri lettori

quali azioni comprare 2023

Le molte incertezze, dalla crisi energetica alle manovre in corso da parte delle banche centrali, non frenano gli investitori sull’azionario, come dimostrano i rialzi messi a segno sui listini da inizio anno. Un trend al quale non si è sottratta la Borsa italiana. Anche i lettori che scrivono a redazione@finanzareport.it confermano le loro intenzioni di acquisto, ma si chiedono quali azioni italiane comprare nel 2023. Come sempre, abbiamo girato la domanda a un esperto, in questo caso Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik. Ricordiamo che l’attività di ricerca della sgr lussemburghese, che distribuisce in Italia Lemanik Sicav, è rivolta agli investitori istituzionali. Vediamo il quesito di un lettore e più sotto la risposta dell’esperto.

Quali azioni italiane comprare nel 2023?

“Buongiorno, vi seguo con piacere, vorrei sapere su quali titoli italiani puntare nel 2023. Il mio orizzonte d’investimento è flessibile e ho un profilo di rischio alto, comunque ho l’abitudine di diversificare e l’azionario non deve necessariamente rappresentare una parte preponderante del mio portafoglio”.

Risponde Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik

“Attualmente siamo fortemente convinti della qualità dei titoli in portafoglio (al 31 dicembre 2022) che riflettono alcuni temi principali: Green capex: attualmente il nostro posizionamento si concentra sui temi legati al cosiddetto “green capex”. Titoli come Danieli, leader mondiale nella produzione di impianti siderurgici a basse emissioni di carbonio, e Prysmian, produttore di cavi per la trasmissione di energia, beneficeranno di un ciclo di investimenti a lungo termine nei rispettivi settori.

Andrea Scauri Lemanik

Andrea Scauri, Lemanik

Torri di telecomunicazione: abbiamo in portafoglio titoli con inversione automatica del tema dell’inflazione (torri di telecomunicazione – Inwit e Ray Way).
Carenza di gas: riteniamo che la recente carenza di gas dovuta ai mancati flussi dal North Stream 1 e il conseguente potenziale tetto ai prezzi del gas possano agire come un divieto anche per il mercato petrolifero russo. In questo modo, verrebbe a mancare una grande produzione, favorendo l’attività di perforazione negli Stati Uniti per lo shale oil e lo shale gas. Questo è il motivo per cui, a queste valutazioni, Tenaris rimane una partecipazione fondamentale, insieme a Saipem, una chiara storia di ristrutturazione”.

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