Previsioni petrolio 2026, analisti alzano i target
Redazione FR
14-03-2026 — 21:19
Pesano i timori su guerra e blocco dello Stretto di Hormuz, ma non mancano speranze di de-escalation

Carrellata di nuove previsioni sul petrolio nel 2026 dopo che le quotazioni del greggio sono volate a 120 dollari al barile nei giorni scorsi, mentre la seconda settimana di guerra in Medio Oriente si è conclusa con il Brent a 103,14 dollari e il Wti a 98,71 dollari, con rialzi nell’ordine del 70% su entrambi i benchmark.
Previsioni petrolio e guerra nel 2026
Goldman Sachs prevede che il petrolio Brent si attesti in media sopra i 100 dollari al barile a marzo e a 85 dollari ad aprile, ha reso noto venerdì la banca d’affari, citando i danni della guerra alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente e le interruzioni nello Stretto di Hormuz dove transita un quinto dei consumi globali di greggio e gas naturale liquefatto (GNL).
Questa settimana Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le previsioni sul Brent a 3/6/12 mesi, portandole rispettivamente a 75/73/71 dollari al barile da 72/69/67 dollari, “in quanto prevediamo ora un’interruzione più prolungata dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Abbiamo inoltre rivisto al rialzo la nostra previsione di prezzo medio del gas naturale TTF per il secondo trimestre 2026, portandola a 63 euro per MWh da 45 euro per megawattora, per riflettere un’interruzione delle esportazioni di Gnl del Qatar più prolungata rispetto a quanto inizialmente previsto”. Quanto al Wti, gli analisti della banca americana lo vedono adesso a 67 dollari al barile a fine anno (dai precedenti 62 dollari).
Goldman Sachs ritiene che un’interruzione di due mesi dello Stretto di Hormuz, di fatto chiuso dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, farebbe aumentare le sue previsioni sul petrolio da 71 dollari a 93 dollari al barile a fine 2026 (sul Brent).
Blocco di Hormuz vs. de-escalation Iran
Barclays, fra le prime banche a lanciare l’allarme sul grave impatto della guerra in Iran sul petrolio, venerdì ha alzato le sue previsioni sul Brent a 85 dollari al barile nel 2026, basandosi sull’ipotesi che la situazione nello Stretto di Hormuz si normalizzi entro due o tre settimane. La banca inglese stima che i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz siano ridotti al minimo e che le interruzioni della produzione nei Paesi del Golfo siano salite a oltre 10 milioni di barili al giorno.
“Se tuttavia il mercato interiorizzasse il fatto che potrebbero essere necessarie dalle quattro alle sei settimane, potremmo assistere a un ricalcolo del prezzo del Brent 2026 a 100 dollari al barile”, ha aggiunto Barclays, secondo cui l’impostazione rimane rialzista fino a quando non si verificherà un punto di svolta nel conflitto.
Hsbc ha alzato le sue previsioni petrolio 2026 a 80 dollari sul Brent. Da parte sua Bank of America prevede che il Brent avrà una media di 80 dollari al barile nel secondo trimestre del 2026. Ubs ritiene che i prezzi del greggio potrebbero superare 120 dollari al barile, con
conseguente grave impatto negativo sulla domanda, se i flussi attraverso Hormuz dovessero rimanere interrotti. Il team di Global Oil Strategist di Macquarie ritiene che i mercati del greggio stanno sottovalutando sia la durata sia la gravità dei rischi per l’offerta. Uno scenario con il petrolio a 150 dollari al barile per il broker appare plausibile in assenza di una rapida de-escalation nel Golfo.



