Mer 30 Settembre 2020 — 17:14

Obbligazioni Mps, come funziona il misselling



Il quesito di un lettore su un bond subordinato offre lo spunto per fare un po’ di chiarezza su quali sono i diritti dei risparmiatori

Che cosa è il misselling e come ottenere indennizzo? La segnalazione di un lettore, obbligazionista Mps, ci offre lo spunto per approfondire il tema e fornire una risposta alle diverse domande giunte sull’argomento a redazione@finanzareport.it. Risponde Carmelo Catalano.

“Buongiorno, sono un cliente di Mps e sto seguendo con molta attenzione le notizie, oramai quotidiane, che si alternano circa la sorte delle famigerate obbligazioni subordinate.

Anche con riferimento all’interessante articolo “Obbligazioni subordinate Mps, cosa succede ora”, chiederei un parere in merito a quello che potrei/dovrei fare nei prossimi giorni, dopo l’uscita dell’atteso decreto ministeriale con i dettagli per la conversione.

Premetto che, da Luglio 2014, anch’io sono fra i 40000 clienti che hanno acquistato le Obbligazioni Subordinate (TV 08/18 Upper Tier II IT0004352586) e, per convincermi, l’impiegato della banca mi ha stragarantito questo prodotto mostrandomi la videata con l’analogo investimento fatto fare alla moglie.

Tengo a precisare che non ho mai voluto rischiare il mio capitale tant’è vero che, per esempio, non ho mai acquistato azioni ma purtroppo, per procedere con il suddetto acquisto, l’impiegato mi ha “imposto” (il giorno stesso) la modifica il mio MIFID, fino ad allora decisamente prudente.


A questo punto, ritenendo ricorrano tutte le tre condizioni indicate nell’articolo, chiedo se posso “lamentare la scorretta commercializzazione delle obbligazioni (misselling)” e se posso chiedere la restituzione del capitale investito.

In tal caso chiedo quale sarebbe l’apposita istanza, da inoltrare a Banca Mps, citata nell’articolo stesso”.
Claudio Cavallari

Gentile lettore, non conoscendo la sua personale, e specifica, situazione, non è possibile rispondere in maniera puntuale al suo quesito. Cosa che, fra l’altro, non risponderebbe alle finalità di questa rubrica, che non ha l’ambizione di essere un servizio di consulenza personale, ma mira a fornire chiarimenti su questioni di carattere generale.

Non sappiamo, ad esempio, nell’ambito di quale contratto di servizi di investimento sia stata effettuata l’operazione tra i seguenti previsti dalla normativa:

a) esecuzione di ordini per conto dei clienti;

b) gestione di portafogli;

c) consulenza in materia di investimenti.

d) ricezione e trasmissione di ordini

Diamo, pertanto, per scontato che Lei abbia acquistato le obbligazioni avvalendosi dell’intermediazione di BANCA MPS, o di banche facenti parte del gruppo MPS, e che lo abbia fatto nell’ambito di un servizio di gestione di portafogli o di consulenza in materia di investimenti. Infatti nel caso di mera esecuzione di ordini per conto di clienti (execution only) l’ordinamento non appresta alcuna tutela, se non quella relativa al conflitto di interessi.

Ciò posto, la sua domanda ci consente di fornire dei chiarimenti generali che potranno essere di ausilio per tutti gli investitori che si trovano in situazioni simili alla sua.

Per mis-selling si intende la commercializzazione di uno strumento finanziario avvenuto in violazione del D.Lvo 58/1998 (TUF) e regolamenti di attuazione; violazione che esponga la BANCA a una citazione in giudizio per la risoluzione del contratto e/o per il risarcimento del danno.

La prima regola che gli intermediari sono obbligati a rispettare è la clausola generale, che impone ai soggetti abilitati di rispettare alcuni principi generali, e cioè di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio l’interesse dei clienti (la riprofilatura MIFID effettuata ad hoc in concomitanza di un investimento “consigliato” dalla BANCA appare sicuramente un’operazione in violazione della clausola generale).

Vengono, poi, in rilievo l’adeguatezza e l’appropriatezza delle operazioni e l’informativa in materia di conflitti di interesse.

Adeguatezza

L’investimento si considera adeguato quando:

– corrisponde agli obiettivi di investimento del cliente;

– non pone a carico del cliente rischi da lui non sopportabili;

– comporta rischi che il cliente, dato il suo livello di esperienze e conoscenza,
è in grado di comprendere.

In particolare l’art. 40 comma 1 reg. n. 16190/2007 prevede che “sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, e tenuto conto della natura e delle caratteristiche del servizio fornito, gli intermediari valutano che la specifica operazione consigliata o realizzata nel quadro della prestazione del servizio di gestione di portafogli soddisfi i seguenti criteri: a) corrisponda agli obiettivi di investimento del cliente; b) sia di natura tale che il cliente sia finanziariamente in grado di sopportare qualsiasi rischio connesso all’investimento compatibilmente con i suoi obiettivi di investimento; c) sia di natura tale per cui il cliente possieda la necessaria esperienza e conoscenza per comprendere i rischi inerenti all’operazione o alla gestione del suo portafoglio”.

Sulla base delle informazioni raccolte dal cliente, l’intermediario deve garantire che l’investimento soddisfi determinati criteri. Il primo è che l’operazione deve corrispondere agli obiettivi d’investimento e al profilo di rischio dell’investitore. Una volta definiti gli obiettivi d’investimento, le successive operazioni devono mantenersi entro tali limiti, pena la loro inadeguatezza.

Il secondo dei criteri cui commisurare l’adeguatezza dell’operazione è che essa sia di natura tale che il cliente sia finanziariamente in grado di sopportare qualsiasi rischio connesso all’investimento. La finalità è quella di evitare che le operazioni d’investimento possano rovinare finanziariamente il cliente. Se l’operazione è troppo rischiosa in relazione ai mezzi dell’investitore, essa è inadeguata.

Il terzo dei criteri utilizzati dalla Consob è la sussistenza di conoscenza ed esperienza per comprendere i rischi. L’investitore deve essere consapevole delle conseguenze che possono derivare dall’operazione che compie (altrimenti l’operazione è inadeguata).

Appropriatezza

Un prodotto è appropriato se il cliente ha conoscenze ed esperienza sufficienti per comprendere i rischi connessi al prodotto stesso.
Se l’intermediario ritiene non appropriato l’investimento è obbligato ad avvertire il cliente.

Conflitto di interesse

Nel caso in cui la situazione di conflitto di interesse sia tale da non poter essere realisticamente neutralizzata attraverso le misure organizzative previste dalla normativa l’intermediario deve informare il cliente, in modo chiaro e su supporto duraturo, della natura e delle fonti del conflitto.

Alla luce di quanto sopra il gentile lettore dovrà valutare la sussistenza di eventuali violazioni, da parte della BANCA, degli obblighi previsti dall’ordinamento e sopra elencati.

In particolare dovrà prestare particolare attenzione all’adeguatezza dell’operazione, con particolare riguardo alla situazione finanziaria ed agli obiettivi di investimento dichiarati.

Per esemplificare potrà risultare adeguato l’investimento in obbligazioni subordinate UT2 MPS, obbligazioni a rischio elevatissimo, se esse costituiscono il 5%, massimo 10%, del portafoglio dell’investitore, non certo se rappresentano la quasi totalità del portafoglio stesso. Infatti nel primo caso l’eventuale azzeramento (riduzione totale) avrebbe comportato una perdita contenuta nel 5/10% del patrimonio, nel secondo caso avrebbe comportato la rovina finanziaria del cliente.

Dott. Carmelo Catalano

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