Mar 17 Settembre 2019 — 22:08

Mps, le azioni in Borsa risaliranno la china?



Rispondiamo a un lettore con un prezzo di carico elevato e che ha anche partecipato alla conversione dei bond

A redazione@finanzareport.it riceviamo la segnalazione di un risparmiatore che ben rappresenta in questo momento i dubbi di molti azionisti Mps. Il titolo della banca salvata dal Tesoro è finito nel mirino di forti turbolenze che l’hanno spinto a continui minimi storici, salvo poi recuperare in parte “>dopo le rassicurazioni del management in trasferta nella City di Londra. Ma gli investitori vogliono vederci chiaro, soprattutto a fronte di prezzi di carico elevati rispetto ai corsi attuali. E’ il caso del nostro lettore, che si interroga su quali strategie adottare. Di seguito la lettera, più sotto risponde Carmelo Catalano.


“Sono un investitore MPS che ha in possesso circa 2.000 azioni al prezzo di carico di 15,2. In parte si
tratta di azioni acquistate prima della sospensione e in parte di azioni attribuite dalla conversione
delle LT2.

Le azioni sono crollate sotto i 2,50 a fronte di un prezzo di conversione di 8,65. Volevo sapere se
conviene acquistare altre azioni per mediare oppure vendere tutto visto che i risultati di bilancio
sono negativi e il titolo continua a scendere”.
Lettera firmata


In risposta al gentile lettore premettiamo che questa rubrica non è finalizzata a fornire consigli di
investimento, operazione peraltro impossibile senza conoscere la situazione patrimoniale, reddituale
dell’investitore, la sua propensione al rischio e l’attuale composizione quali quantitativa del
portafoglio mobiliare.

Quello che possiamo fare, invece, è fornire utili elementi per valutare l’azione BANCA MPS,
elementi che, unitamente agli altri, aiuteranno il lettore a prendere una decisione.
BANCA MPS nel 2017 ha avviato l’ennesimo percorso di ristrutturazione in seguito alla
ricapitalizzazione precauzionale che ha portato lo Stato ad assumere il controllo della banca La
presenza dello Stato nella compagine azionaria è temporanea. Infatti lo Stato ha l’obbligo di
dismettere la partecipazione in un arco temporale di circa 5 anni. Da qui un Piano di ristrutturazione
concordato con le autorità europee finalizzato a riportare la BANCA in equilibrio economico nel
medesimo arco temporale e permettere così la ricollocazione sul mercato del capitale azionario
attualmente posseduto dallo STATO.

Ora il calo fatto registrare dal titolo dal momento del ritorno alle quotazioni è dovuto ai dubbi del
mercato sulla capacità di BANCA MPS di centrare i target del piano industriale. Dubbi acuiti dagli
ultimi risultati aziendali, che hanno mostrato un trend preoccupante, con ricavi in calo e qualità
dell’attivo (misurata dal trend del deterioramento dei crediti e dalle rettifiche su crediti) che non dà
segnali di miglioramenti, tutt’altro.

A questo si aggiunge anche l'incertezza su come potrà cambiare l'indirizzo dell'azionista di
maggioranza una volta che sarà sciolto il rebus del governo
Logico, quindi, che il mercato abbia cominciato a nutrire dubbi sulla sostenibilità del piano
industriale.

La BANCA dal suo canto ha smentito le varie indiscrezioni di mercato circa la necessità
di una rimodulazione del piano e di un aumento di capitale
. Inoltre in un recente incontro a Londra
con gli investitori il CEO Morelli ha fornito rassicurazioni sulla capacità della BANCA di portare
avanti senza ritardi il piano di ristrutturazione.
Fatta questa lunga ma necessaria premessa, appare allora utile verificare numeri alla mano a che
punto del percorso di ristrutturazione si trova la BANCA. Nella tabella abbiamo riportato i dati
previsionali del Piano industriale ( 2019 e 2021), quelli consuntivi del 2017 normalizzati, cioè al

netto di elementi straordinari.

Infine è stato ipotizzato un Previsionale 2018 proiettando sull’intero
anno i risultati conseguiti nell’ultimo trimestre ed ipotizzando un costo del credito (rapporto tra
rettifiche su crediti e crediti verso clienti) pari a 100 punti base circa, cioè l’1% (costo del credito
previsto a 79 punti base nel 2019 e 58 nel 2021).

Dall’esame dei dati emerge un quadro oltremodo chiaro. Ed è questo.
BANCA MPS con ogni probabilità riuscirà a conseguire gli obiettivi di riduzione dei costi
operativi dal momento che i costi operativi del quarto trimestre 2017 già sono sostanzialmente in
linea con quelli previsti nel piano industriale per il 2019. L’ulteriore risparmio previsto per il 2021 i
verrà dalla diminuzione di circa 2.000 dipendenti (22.115 previsti a fine 2019, 20.065 a fine 2021).

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Quindi la vera sfida che attende la BANCA è quella relativa agli altri due obiettivi:

1) La crescita dei ricavi e in particolare alla crescita delle commissioni, che dovrebbero
passare da 1,5 miliardi circa a 2 miliardi;

2) La riduzione del costo del credito (che dovrebbe passare dai 119 punti base del 2017 a 59
punti base circa) cui è associata la riduzione delle rettifiche di valore sui crediti.

Da quanto detto risulta evidente che se BANCA MPS centrasse completamente gli obiettivi del
piano industriale l’azione arriverebbe a quotare nell’intorno dei 9 euro (nell’ipotesi di un rapporto
prezzo utili – P/E – nell’intorno di 10).

Ma l’azione sarebbe comunque sarebbe destinata a rivalutarsi sostanzialmente rispetto agli attuali
valori di mercato anche se gli obiettivi fossero centrati parzialmente (centrandoli al 50% il valore
del titolo si attesterebbe intorno a 4,5 euro).

In questo senso la risposta al quesito è chiara. Conviene acquistare l’azione MPS se si ritiene
probabile che MPS centri anche parzialmente gli obiettivi del piano industriale.

Dott. Carmelo Catalano

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