Mar 17 Settembre 2019 — 22:05

Mps: banca di servizio o fusione all’orizzonte?



Rispondiamo a un lettore che si interroga sulle recenti indiscrezioni e sull’andamento ancora debole del titolo

Le ultime indiscrezioni su Mps, indicata ancora come protagonista del prossimo risiko bancario, e persino di un’operazione già concordata con il Crédit Agricole, sono al centro degli interrogativi di un lettore che ha scritto a redazione@finanzareport.it.

Vediamo la sua lettera. Più sotto, la risposta affidata a Carmelo Catalano.

“La mia domanda riguarda l’andamento del titolo azionario ed il valore attribuito ad oggi e nel prossimo futuro
alle azioni Mps dal mercato.
Perché il mercato penalizza il titolo? Considerato che il governo attraverso il ministro Tria ha confermato che
il governo attuale continuerà sulla strada tracciata dal precedente governo oltre a rispettare gli impegni
assunti dalla banca con l’Europa (quindi continuità anche del management per quanto appare), considerato
che la banca ha portato a termine l’operazione di cessione da 24 miliardi, che in cantiere vi sono cessioni per
ulteriori 3 mld (presumendo che gli indici patrimoniali ne subiranno impatti limitati), che la trimestrale è
stata positiva.

Inoltre secondo la vostra opinione, come lo stato potrà (tecnicamente parlando) cedere il proprio possesso
azionario in occasione della ventilata ipotesi di fusione con altri istituti da realizzarsi sicuramente dal 2020
in poi?

Ed inoltre la stessa eventuale operazione, comporterà un incremento di valore per gli attuali azionisti?
O comporterà una ulteriore riduzione di valore a causa della diluizione di capitale che potrebbe avvenire?”.

Aurelio Giannone

Il gentile lettore si chiede perché il mercato penalizzi il titolo MPS a dispetto dei risultati
incoraggianti dell’ultima trimestrale che ha evidenziato indubbi progressi della banca nel
percorso di ristrutturazione concordato con la Commissione Europea in seguito alla
ricapitalizzazione precauzionale.

Chiede, inoltre, come lo Stato potrà cedere il proprio possesso in occasione della ventilata ipotesi di
fusione con altri istituti.

Rispondiamo in ordine.
In via preliminare va rimarcato che le quotazioni dell’azione scontano un certo clima di incertezza politica
che si è venuto a determinare, in particolare su quelle che saranno le decisioni dell’azionista di
maggioranza, lo Stato.

Da una parte c’è la possibile trasformazione in banca “di servizio”, come riporta il contratto di governo M5s-Lega. Dall’altra, come afferma il lettore, il ministro Tria ha smentito ipotesi diverse da quelle già
concordate dal precedente governo con la Commissione europea.

E il mercato, si sa, di norma nell’incertezza non compra, al più tiene o vende.

Da quanto detto discende anche la risposta alla seconda domanda. Nel caso in cui venga perseguito
il percorso di ristrutturazione concordato con le autorità, lo Stato dovrà uscire dal capitale nel 2021 e
già nel 2019 dovrà dare indicazioni su come intende farlo.

In questo momento storico, anche se le condizioni potrebbero cambiare, pare poco probabile che si
realizzi l’operazione che da un punto di vista economico aziendale appare maggiormente fattibile.
Quella che vede Banca Mps rilevata da una banca straniera che voglia rafforzare la sua presenza
in Italia, e pensiamo a Bnp Paribas già presente con Bnl o a Credit Agricole, già presente con
Cariparma.

Più probabile che l’operazione avverrà con una banca italiana e con scambio carta contro
carta, vale a dire o attraverso una fusione o attraverso una OPS.

Per quanto concerne il valore
attribuito alle azioni Banca Mps molto dipenderà da quelli che saranno i risultati aziendali, cioè se
Banca Mps riuscirà, e in che misura, a centrate i TARGET di PIANO.
Volendo fornire un’indicazione di massima nel caso in cui BANCA MPS riuscisse a centrare al
70% i target il titolo dovrebbe avere un valore nell’intorno dei 6/7 euro. Ma il condizionale è d’obbligo, e questa, come detto altre volte e riportato nel disclaimer di Finanza Report, non rappresenta in alcun modo una raccomandazione d’investimento.

Dott. Carmelo Catalano

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