Mer 30 Novembre 2022 — 00:38

È possibile un risarcimento dei piccoli azionisti Carige?



Le domande dei lettori dopo la sentenza della Corte europea che ha dato ragione a una piccola azionista e torto alla Bce

carige causa

La sentenza con cui la Corte Ue ha annullato il commissariamento di Carige da parte della Bce, accogliendo il ricorso di una piccola azionista, apre interrogativi sulla possibilità o meno per gli ex soci di accodarsi a un’azione legale. Alcuni ex piccoli azionisti Carige hanno contattato la redazione per sapere se possono fare causa e ottenere un risarcimento a fronte di un atto, scattato nel 2019, che il Tribunale del Lussemburgo ha definito “un errore di diritto”. In seguito al commissariamento le azioni sono state sospese dalle contrattazioni fino a metà 2021. Nel frattempo il Fondo interbancario ha rilevato il controllo della banca, per poi cederlo a Bper, che nei mesi scorsi ha liquidato i titolari della quota rimanente con un’opa a 0,80 euro per azione e ha tolto il titolo da Piazza Affari (delisting). Pubblichiamo a titolo esemplificativo la domanda di un piccolo investitore, che ha chiesto di restare anonimo. Più sotto la risposta che, sul tema del risarcimento azionisti Carige, abbiamo affidato a Franco Corti, presidente dell’associazione Voce degli azionisti (www.vocedegliazionisti.it).

“Gentile redazione, sono un ex possessore di azioni Carige “commissariato” nel 2019 e “congelato” come gli altri soci fino al riassetto della banca che ha visto dapprima l’ingresso del Fitd e successivamente la cessione a Bper. Ho aderito all’opa residuale, ritenendo di non avere altra scelta, ma alla fine di questa storia ho rimediato una discreta perdita sul mio capitale. Vorrei sapere se dopo la sentenza del Tribunale Ue posso fare causa individuale o collettiva (class action) per ottenere qualche forma di rimborso”.

Gli ultimi avvenimenti hanno cambiato in modo significativo e positivo le possibilità di ottenere rimborsi dei danni subiti.

La vicenda Carige è una storia complessa dove i nodi stanno venendo al pettine. Le cause su cui stiamo approfondendo lae valutazioni sono ben tre e decideremo in merito solo dopo che avremo ottenuto pareri, descrizioni tecniche, definizione degli azionisti che hanno interesse ad aderire e costi proposti dai legali.

  1. Vorremmo costituirci come parte civile sul penale che ha coinvolto l’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino per aggiotaggio relativo a false comunicazioni al mercato sulla semestrale del 2018. La procura di Milano ha deciso di procedere contro di lui.
  2. Vorremmo agire contro la Bce per l’errore giuridico commesso nel commissariamento, ora annullato. Serve una valutazione legale sulle modalità di avviare un’azione di rivalsa e contro quali controparti, perché la sentenza ha annullato il provvedimento, ma non è chiaro se il responsabile sia chi lo ha imposto o chi non ha segnalato che non poteva farlo perché non previsto dal nostro ordinamento giuridico.
  3. Vorremmo chiedere i danni a Bper per le irregolarità commesse nel corso dell’Opa che ha penalizzato gli azionisti che, senza il concambio, hanno solo 4 anni per compensare le enormi minusvalenze. In questo caso potranno agire solo gli azionisti che hanno tenuto in carico le azioni sino alla fine, come da noi consigliato.

Ogni azionista ha una storia diversa dagli altri ed ha più interesse ad aderire ad un’azione di rivalsa anziché all’altra. Non escludiamo che, in considerazione dell’eccezionalità di quanto accaduto, sia possibile una soluzione politica, sulla quale siamo ingaggiati da tempo con le decine di esposti fatti alle autorità politiche e finanziarie.

Franco Corti

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